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Associazione Nazionale Bed & Breakfast e Affittacamere - Leggi Regionali

Legge Regionale Piemonte

15/04/1985 n.31
(articolo introdotto con la L.Regionale n. 20/2000)


DISCIPLINA DELLE STRUTTURE RICETTIVE EXTRALBERGHIERE

DIA/Dichiarazione di Inizio Attività

Articolo 15 Bis

Esercizio saltuario del servizio di ospitalità denominato "bed and breakfast"

1. I privati che, avvalendosi della loro normale organizzazione familiare ed utilizzando parte della propria abitazione, offrono saltuariamente un servizio di alloggio e prima colazione ("bed and breakfast") sono tenuti a presentare denuncia di inizio attività ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), così come sostituito dall'articolo 2, comma 10 della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (Interventi correttivi di finanza pubblica).

2. La denuncia di inizio attività deve essere presentata al Comune territorialmente competente su modulo, conforme al modello regionale, fornito dall'Agenzia di accoglienza e promozione turistica locale (ATL), di cui al capo III della legge regionale 22 ottobre 1996, n. 75(Organizzazione dell'attività di promozione, accoglienza e informazione turistica in Piemonte), e successive modifiche ed integrazioni.

3. L'attività, che deve avere carattere di saltuarietà anche se per periodi stagionali ricorrenti, deve essere esercitata utilizzando non più di tre camere con un massimo di sei posti letto.
 
4. Il periodo complessivo di apertura nell'arco dell'anno non può superare i duecentosettanta giorni, da articolarsi nel seguente modo:
a) un periodo minimo di apertura continuativa di quarantacinque giorni;
b) i rimanenti periodi devono essere di almeno 30 giorni ciascuno. 

B&B
(Disposizioni relative a EXPO 2015)
1. Al fine di incrementare l'offerta turistica in occasione della manife stazione universale EXPO 2015 e  considerata l'eccezionalità dell'evento, l'applicazione dell'alinea del comma 4 dell'articolo 15 bis della  legge regionale 15 aprile 1985, n. 31 (Disciplina delle strutture ricettive extra-alberghiere), inerente al periodo complessivo di apertura delle strutture ricettive denominate bed and breakfast (270 g.. ndr), è sospesa dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015. 

5. I locali dell'unità immobiliare adibiti a fini ricettivi devono possedere la necessaria autorizzazione all'abitabilità che deve risultare da apposita autocertificazione presentata con la denuncia di inizio attività.

6. L'esercizio dell'attività di "bed and breakfast", esercitata nei limiti di cui alla presente legge, non costituisce cambio della destinazione d'uso residenziale già in atto nell'unità immobiliare.

7. L'esercizio dell'attività di "bed and breakfast" non necessita di iscrizione alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio prevista dall'articolo 5 della legge 17 maggio 1983, n. 217 (Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell'offerta turistica).

8. L'attività di "bed and breakfast" non necessita di autorizzazioni amministrative e la struttura, ritenuta idonea da parte del Comune a seguito di apposito sopralluogo, entra a far parte come tale dell'elenco previsto dall'articolo 15, opportunamente articolato per livelli di qualità sulla base dei criteri adottati dalla Giunta regionale entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Tale elenco viene diffuso a cura dell'ATL competente per territorio.

9. Ai fini della rilevazione statistica è fatto obbligo a chi esercita tale attività di comunicare alla Provincia, su apposito modello dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) fornito dalla stessa, il movimento dei turisti ospiti.

10. L'esercente l'attività deve altresì comunicare all'ATL competente per territorio, entro il 1° ottobre di ogni anno, le caratteristiche dei locali ed i prezzi che intende applicare dal 1° gennaio dell'anno successivo, nonché l'articolazione del calendario di apertura. Per le zone montane i prezzi comunicati entro il 1° ottobre hanno validità dal 1° dicembre dello stesso anno.

11. Secondo le leggi vigenti in materia di pubblica sicurezza, l'esercente è tenuto a comunicare giornalmente alla Questura, o all'ufficio indicato dal Questore, l'arrivo delle persone alloggiate mediante la compilazione di schede fornite dallo stesso ente; copia di tali schede deve essere conservata presso l'abitazione in cui viene svolta l'attività per gli eventuali controlli di pubblica sicurezza.

12. Gli appartamenti utilizzati devono essere dotati dei requisiti tecnici ed igienico-sanitari di cui all'articolo 14, come modificati ed integrati dalla legge regionale 14 luglio 1988, n. 34 (Modifiche ed integrazioni alle norme igienico-sanitarie delle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, legge regionale 15 -04-1985 , n. 31), fermo restando che, qualora l'attività venga svolta in più di due stanze, devono essere garantiti almeno due locali destinati a servizi igienici.

13. L'esercente l'attività deve garantire:
a) la pulizia quotidiana dei locali;
b) la fornitura e il cambio della biancheria, compresa quella del bagno, ad ogni cambio di cliente e comunque almeno due volte alla settimana;
c) la fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e riscaldamento;
d) la sicurezza alimentare dei cibi e delle bevande messe a disposizione per la prima colazione.

14. L'esercizio dell'attività di "bed and breakfast", qualora usufruisca di eventuali contributi pubblici, deve avere una durata minima di dieci anni.

15. La Regione Piemonte promuove, anche attraverso l'Agenzia regionale per la promozione turistica del Piemonte (ATR) di cui al capo II della L.R. 75-1996 e le ATL, l'incremento e la diffusione del "bed and breakfast", sostenendo l'attuazione di progetti finalizzati a migliorare l'offerta di tale servizio di ospitalità che riguardino in particolare:
a) l'assistenza tecnica, la consulenza, l'informazione e la qualificazione degli operatori;
b) la formazione di organismi associativi di servizio tecnico e-o contabile e-o di certificazione di qualità;
c) la promozione della domanda mediante la predisposizione di opuscoli e cataloghi, centri di informazione e prenotazione, attività di comunicazione e pubblicizzazione, partecipazione a borse e fiere specializzate.

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CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DEI BED & BREAKFAST

La Regione Piemonte stabilisce, ai sensi dell’art.7 della legge 17 maggio 1983 n°217 i criteri e le modalità per la classificazione dei Bed & Breakfast.

Sono considerati Bed & Breakfast le strutture ricettive gestite da privati i quali utilizzano parte della propria abitazione, fornendo servizio di pernottamento e prima colazione, avvalendosi esclusivamente della normale organizzazione familiare.

I Bed & Breakfast sono classificati in base agli standard qualitativi obbligatori minimi di seguito indicati.

I Bed & Breakfast sono classificati in quattro classi contrassegnate in ordine decrescente da 4,3,2, e 1 stella.

E’ fatto obbligo ai titolari di Bed & Breakfast di esporre in modo visibile all’interno dell’abitazione il segno distintivo della classe assegnata, realizzato in conformità al modello stabilito dalla Regione.

Le funzioni amministrative in materia di classificazione sono esercitate dal Comune in base alla delega attribuita ai sensi dell’articolo 4, comma 1 , lettera d) della legge regionale 5 marzo 1987, n°12.

Per l’attribuzione della classifica dei B&B si applicano le procedure previste per la semplificazione e accelerazione dei procedimenti amministrativi previste dall’art.19 della legge 7 agosto 1990, n°241 come sostituito dall’art.2, comma 10 della legge 24 dicembre 1993, n°537.

Il titolare del B&B presenta al Comune competente per territorio la denuncia della classifica che viene attribuita all’abitazione in base all’applicazione degli standard minimi qualitativi previsti.

La denuncia è presentata su modulo predisposto dalla Regione e deve essere trasmessa al Comune e alla Provincia contestualmente alla denuncia di inizio attività per gli esercizi di nuova apertura o entro 60 giorni dalla pubblicazione sul B.U.R. del presente provvedimento per gli esercizi già in funzione.

Il Comune entro 60 giorni dalla denuncia, verifica d’ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti previsti e dispone, se del caso, con provvedimento motivato da notificare all’interessato, entro il medesimo termine, la modifica della classifica salvo che, ove ciò sia possibile, l’interessato provveda a conformare la propria attività ai criteri di classificazione previsti entro il termine prefissato dal Comune.

Il provvedimento di modifica della classifica o di prescrizione a conformare l’attività è adottato dal Comune anche qualora venga riscontrato che sono venuti meno i presupposti e i requisiti iniziali di classificazione.

Il Comune trasmette alla Regione ed alla Provincia i provvedimenti adottati .

AVVERTENZE

Per l’assegnazione ad una determinata classe, le strutture ricettive B&B devono avere tutte le caratteristiche richieste per tale classe.

Il locale bagno completo s’intende dotato di w.c. con cacciata d’acqua, lavabo, specchio con presa di corrente, vasca da bagno o piatto doccia, bidet, acqua calda e fredda. Per gli esercizi ubicati in immobili già esistenti, in relazione ad impedimenti connessi con le caratteristiche strutturali e di superficie, non è obbligatoria la presenza del bidet.

Per gli esercizi B&B siti in immobili esistenti e classificabili come dimora storica o vincolati ai sensi della L.1089/39 il requisito dell’ascensore non è obbligatorio.

Classificazione:

Le strutture ricettive denominate B&B sono classificate in base agli standard qualitativi obbligatori minimi di seguito indicati nello specifico paragrafo.

Durata della classificazione:

La classificazione ha efficacia per un quinquennio dalla data di denuncia.

Eventuali modifiche della classificazione in atto effettuate con la procedura di denuncia prima richiamata costituiscono nuova classificazione ed assumono efficacia per un nuovo quinquennio.

Pubblicità di classe :

E’ fatto obbligo agli esercizi B&B di esporre in modo visibile all’interno dell’abitazione adibita a B&B il segno distintivo della classe assegnata, realizzato in conformità al modello stabilito dalla Regione Piemonte.

L’esposizione all’esterno è facoltativa.

STANDARD QUALITATIVI OBBLIGATORI MINIMI PER LA CLASSIFICAZIONE DEI BED & BREAKFAST.

Servizio custodia valori : (3,4)

Frigo bar :

1)     in tutte le camere (4)

2)     in almeno 1 camera (3)

Lingue estere parlate :

1)     almeno 1 lingua (4)

Cambio biancheria compresa quella del bagno:

1)     a giorni alterni (4)

2)     due volte alla settimana (1,2,3)

Accessori dei locali-bagno di pertinenza delle camere:

1)     saponetta (1,2,3,4)

2)     bagnoschiuma (2,3,4)

3)     sali da bagno (4)

4)     un telo da bagno per persona (1,2,3,4)

5)     un asciugamano per persona (1,2,3,4)

6)     una salvietta per persona (1,2,3,4)

7)     riserva di carta igienica (1,2,3,4)

8)     sacchetti igienici (1,2,3,4)

9)     cestino rifiuti (1,2,3,4)

10)     asciugacapelli (3,4)

Pulizia nelle camere o unità abitative :

1)     una volta al giorno, con riassetto pomeridiano (3,4)

2)     una volta al giorno (1,2)

Riscaldamento :

1)     in tutto l’esercizio (1,2,3,4)

Aria condizionata:

1) in tutti i locali (4)

2)     in almeno 1 camera da letto (3)

Ascensore : (3,4)

(valida per gli esercizi di B&B localizzati oltre al secondo piano fuori terra).

Arredamento delle camere :

1)     letto, armadio,specchio  (1,2,3,4)

2)     comodino e tavolino (sostituibili da ripiani con analoga funzione) (1,2,3,4)

3)     lampade o appliques da comodino (1,2,3,4)

4)     cestino rifiuti (1,2,3,4)

5)     sgabello o ripiano apposito per bagagli (2,3,4)

Sedie e poltrone nelle camere o unità abitative:

1)     una sedia per letto (1,2,3,4)

2)     una poltroncina per letto (3,4)

Televisione :

1)     in tutte le camere (4)

2)     con antenna satellitare (4)

3)     ad uso comune (2,3,4)

Telefono :

1)     apparecchio telefonico per uso comune (1,2,3,4)

2)     apparecchio telefonico in camera (4)

Assenza barriere architettoniche (4)

Sala per colazione (3,4)

Sala soggiorno lettura (4)

Camere con vista panoramica (3,4)

Seggiolone per bambini (2,3,4)

Lettino/culla per bambini (2,3,4)

Servizio sveglia (1,2,3,4)

Possibilità di utilizzo lavatrice (3,4)

Possibilità di utilizzo ferro da stiro (3,4)

Possibilità di utilizzo computer (4)

Giardino (3,4)

Per le tipologie di immobile che lo prevedono.

Area esterna giochi bambini (4)

Accettazione animali domestici (3,4)

Parcheggio riservato (4)

Per le tipologie di immobile che lo consentono

Idoneo dispositivo e mezzi antincendio

secondo le disposizioni vigenti e le prescrizioni dei vigili del fuoco (3,4)

Bagno riservato alla camera (3,4)

Prima colazione:

- cibi preconfezionati (1,2,3,4)

- a buffet (2,3,4)

- su ordinazione (4)

Allegato B

SIMBOLO DISTINTIVO DELL’ESERCIZIO SALTUARIO DI OSPITALITA’ DENOMINATO “ BED & BREAKFAST

1) Simbolo, su fondo verde, racchiuso in un’ellisse delimitata da bordini in rosso, bianco e  verde, costituiti da una tazzina da caffè che poggia su un cuscino. La specificazione dell’attività è riportata in rosso nella parte superiore dell’ellisse (Bed & Breakfast) mentre inferiormente appaiono sempre in rosso le stelle a cinque punte specificanti la categoria a cui è stato assegnato l’esercizio.

2)     Il segno distintivo da esporre facoltativamente all’esterno e obbligatoriamente all’interno delle strutture ricettive deve essere riprodotto in conformità agli schemi approvati nel seguente formato:

ellisse esterna di 26 cm. di larghezza e 16 cm. di altezza inserita in rettangolo di cm.29,7 x 21.

Il modello deve essere riprodotto con i seguenti colori:

- fondo del rettangolo in cui è inserito : bianco;

- ellisse centrale in cui è inserito il simbolo e bordino interno dell’ellisse : verde pantone 347;

- bordino esterno dell’ellisse, scritta in alto che specifica l’attività e le stelle: rosso pantone Warm Red/C;

- disegno della tazzina da caffè e del cuscino in tratto nero.


Legge regionale 15 aprile 1985, n. 31.

Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere.

Vedi recenti modifiche apportate dalla L.R. 22 del 30/9/2002

(B.U. 24 aprile 1985, n. 17)

Titolo I. GENERALITA'

Art. 1.
(Oggetto della legge)

La presente legge, in attuazione dei principi stabiliti dalla legge 17 maggio 1983, n. 217, disciplina le strutture ricettive non regolamentate dalla legge regionale 31 agosto 1979, n. 54 in materia di complessi ricettivi all'aperto e dalla legge regionale 16 giugno 1981, n. 21, in materia di aziende alberghiere e successive modificazioni ed in particolare:
- case per ferie e ostelli per la gioventu';
- rifugi alpini e rifugi escursionistici;
- alloggi agroturistici;
- esercizi di affittacamere;
- case e appartamenti per vacanze.

Titolo II. CASE PER FERIE ED OSTELLI PER LA GIOVENTU'

Art. 2.
(Definizione e caratteristiche)

Sono case per ferie le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno temporaneo di persone o gruppi non residenti nel Comune sede della casa per ferie e gestite, al di fuori di normali canali commerciali, da Enti pubblici, Associazioni o Enti religiosi operanti senza scopo di lucro per il conseguimento di finalita' sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive, nonche' da Enti o Aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e loro familiari.
Nelle case per ferie possono altresi' essere ospitati dipendenti e relativi familiari di altre Aziende e assistiti dagli Enti di cui al comma precedente con cui venga stipulata apposita convenzione.
Sono ostelli per la gioventu' le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno ed il pernottamento dei giovani e degli accompagnatori dei gruppi di giovani.
La disciplina delle case per ferie si applica altresi' ai complessi ricettivi gestiti senza scopo di lucro per le finalita' di cui al 1° comma e che, in relazione alla particolare funzione che svolgono, vengono denominati Centri di vacanza per minori, Colonie, Pensionati universitari, Casa della Giovane, Foresterie, Casa per esercizi spirituali e simili.
Nelle case per ferie e negli ostelli per la gioventu' deve essere garantita non solo la prestazione dei servizi ricettivi di base, ma anche la disponibilita' di strutture e servizi che consentano di perseguire le finalita' di cui al 1° comma.
I complessi possono altresi' essere dotati di particolari strutture che consentano il soggiorno di gruppi autogestiti secondo autonome modalita' organizzative, compresa la disponibilita' di cucina e punti cottura per uso autonomo, nell'ambito e sotto la responsabilita' del titolare dell'autorizzazione.
Non rientrano nei complessi di cui al presente articolo le tipologie ricettive specificatamente disciplinate da altre leggi ed in particolare dalle leggi regionali 10 marzo 1982, n. 7 e 23 agosto 1982, n. 20, sull'assistenza alle persone anziane.

Art. 3.
(Requisiti tecnici ed igienicosanitari)

Le case per ferie e gli ostelli per la gioventu' devono possedere i requisiti previsti dai regolamenti igienico-edilizi comunali.
In particolare devono avere:
a) una superficie minima delle camere, al netto di ogni locale accessorio, di mq. 8 per le camere ad un letto, mq. 12 per le camere a 2 letti con un incremento di superficie di mq. 4 per ogni letto in piu';
altezza minima dei locali secondo le previsioni del regolamento edilizio con un minimo di m. 2,40 per i Comuni montani al di sopra dei 700 metri sul livello del mare e di m. 2,70 per le altre zone.
Per gli immobili esistenti, ove non vi sia la necessaria superficie e' sufficiente che sia garantita l'esistenza di una cubatura pari a quella derivante dal rapporto tra le superfici e le altezze sopra indicate.
Per le camere ricavate in sottotetto abitabili delimitati, anche parzialmente, dalla falda del tetto avente un'inclinazione minima del 35% e' consentita un'altezza media ponderale di m. 2,20 per gli immobili siti in Comuni montani e di m. 2,50 per gli altri, fermo restando il rispetto delle superfici minime.
Qualora il tipo di utenza della struttura lo consenta, a ciascun letto base puo' essere sovrapposto un altro letto senza dover incrementare superfici e cubature delle camere; per il rispetto degli altri rapporti si computano invece i posti letto effettivi;
b) 1 wc ogni 10 posti letto, 1 bagno o doccia ogni 12 posti letto, 1 lavabo ogni 6 posti letto. Nel rapporto di cui sopra non si computano le camere dotate di servizi igienici privati;
c) arredamento minimo per le camere da letto composto da letto, sedia o sgabello, scomparto armadio per persona, cestino rifiuti per camera;
d) locale comune di soggiorno, di norma distinto dalla sala da pranzo, dimensionato nel rapporto minimo di mq. 0,50 per ogni posto letto effettivo;
e) idonei dispositivi e mezzi antincendio secondo le disposizioni vigenti e le prescrizioni dei Vigili del Fuoco;
f) impianti elettrici conformi alle norme ENPI-CEI;
g) cassetta di pronto soccorso con i medicamenti ed i materiali che indichera' l'Autorita' sanitaria, che potra' anche richiedere, in relazione all'ubicazione, dimensione ed utenza dei complessi, l'allestimento di un locale per infermeria;
h) telefono di norma ad uso degli ospiti, salvo che il Comune non accerti l'impossibilita' o la non convenienza oggettiva dell'installazione.
Le camere ed i servizi potranno essere disposti in settori separati per uomini e donne.
Per quanto non specificatamente previsto dalle presenti disposizioni, si applicano alle case per ferie ed agli ostelli per la gioventu' le prescrizioni sanitarie previste per le aziende alberghiere dal R.D. 24 maggio 1925, n. 1102 e successive modificazioni.

Art. 4.
(Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attivita')

L'esercizio dell'attivita' ricettiva nelle case per ferie e negli ostelli per la gioventu' e' soggetta ad autorizzazione da rilasciarsi dal Comune, previa stipula di apposita convenzione che, sulla base delle direttive regionali, individua e regola:
- i soggetti che possono utilizzare la struttura;
- il tipo dei servizi forniti in rapporto alle finalita' cui la struttura e' destinata;
- le tariffe e le modalita' di determinazione delle stesse;
- l'eventuale durata minima e massima della permanenza degli ospiti;
- il numero dei posti letto negli ostelli per la gioventu' da riservare per i giovani in transito;
- il regolamento interno per l'uso della struttura;
- il tipo di gestione che deve in ogni caso garantire l'uso delle strutture e la calmierazione dei prezzi in rapporto alle finalita' per cui e' autorizzato il complesso da accertarsi mediante anche l'eventuale presentazione di Statuti e bilanci;
- le modalita' ed i limiti di utilizzazione per i diversi scopi ricettivi degli ostelli per la gioventu' in periodi in cui non sono occupati dall'utenza giovanile;
- i periodi di apertura.
L'autorizzazione all'esercizio puo' comprendere la somministrazione di cibi e bevande limitatamente alle sole persone alloggiate ed alle altre persone che possano utilizzare la struttura in conformita' alle finalita' sociali cui la stessa e' destinata e nei limiti stabiliti dalla convenzione stipulata con il Comune. Con distinta autorizzazione potra' altresi' essere consentita, sempre limitatamente alle persone alloggiate, la somministrazione di bevande superalcooliche.

Art. 5.
(Uso occasionale di immobili a fini ricettivi)

L'uso occasionale e per periodi non superiori ai 60 giorni, da parte dei soggetti e per le finalita' di cui all'articolo 1, 1° comma, di immobili non destinati abitualmente a ricettivita' collettiva e' consentito in deroga alle disposizioni di cui alla presente legge, previo nulla osta del Comune.
Il Comune concede il nulla osta limitatamente al periodo di utilizzo dopo aver accertato le finalita' sociali dell'iniziativa e la presenza di sufficienti requisiti igienico-sanitari e di sicurezza in relazione al numero degli utenti ed al tipo di attivita'.

Titolo III. RIFUGI ALPINI E RIFUGI ESCURSIONISTICI

Art. 6.
(Definizione e caratteristiche)

Sono rifugi alpini le strutture idonee ad offrire ospitalita' e ristoro ad alpinisti in zone isolate di montagna raggiungibili attraverso mulattiere, sentieri, ghiacciai, morene, o per periodi limitati anche con strade o altri mezzi di trasporto ed ubicate in luoghi favorevoli ad ascensioni ed escursioni.
I rifugi alpini possono essere gestiti da Enti pubblici e da Enti ed Associazioni operanti nel settore dell'alpinismo e dell'escursionismo, nonche' da privati. Nel caso di gestione pubblica, la stessa deve essere effettuata a mezzo di rappresentante o tramite appalto a gestore; tale obbligo non sussiste qualora si tratti di rifugi senza custode.
Sono rifugi escursionistici o rifugi-albergo le strutture gestite da Enti od Associazioni senza scopo di lucro, statutariamente operanti nel settore dell'alpinismo e dell'escursionismo, idonee ad offrire ospitalita' ad alpinisti ed escursionisti in zone montane di altitudine non inferiore a m. 700 servite da strade o da altri mezzi di trasporto ordinari anche in prossimita' di centri abitati.
I rifugi escursionistici devono essere gestiti a mezzo di rappresentante o tramite appalto a gestore, previa stipula di apposita convenzione approvata dal Comune che garantisca le finalita' d'uso.
Sono altresi' assoggettate alla normativa dei rifugi escursionistici le strutture ricettive riservate a coloro che a piedi percorrono itinerari escursionistici di interesse nazionale o regionale anche se poste ad altitudine inferiore a m. 700.

Art. 7.
(Requisiti tecnici ed igienicosanitari)

I rifugi alpini devono possedere requisiti idonei per il ricovero ed il pernottamento degli ospiti.
In particolare dovranno disporre di:
a) servizio di cucina o attrezzatura per cucina comune;
b) spazio attrezzato per la somministrazione ed il consumo di alimenti e bevande;
c) spazio attrezzato per il pernottamento;
d) alloggiamento riservato per il gestore qualora trattasi di rifugio custodito;
e) attrezzature di pronto soccorso (cassetta pronto soccorso, barelle, slitte, corde, ecc.).
Qualora vi sia la possibilita', i servizi di cui ai punti precedenti, dovranno essere posti in locali separati e il rifugio dovra' disporre di locale di fortuna sempre aperto, nonche' di servizi igienico-sanitari.
I rifugi escursionistici devono possedere i requisiti strutturali ed igienico-sanitari previsti per le case per ferie con le seguenti eccezioni:
- non e' obbligatorio il telefono;
- non e' obbligatorio il locale di soggiorno, dovendo essere dotata la struttura semplicemente di un locale comune utilizzabile anche per la somministrazione e il consumo di alimenti e bevande.

Art. 8.
(Bivacchi fissi)

I locali di alta montagna e di difficile accesso, allestiti con un minimo di attrezzatura per il riparo degli alpinisti sono denominati bivacchi fissi.
Chiunque intenda attivare un bivacco fisso deve darne comunicazione al Comune competente per territorio.

Art. 9.
(Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attivita')

L'esercizio dell'attivita' nei rifugi alpini o rifugi escursionistici e' soggetta ad autorizzazione da rilasciarsi dal Comune, previo accertamento della rispondenza della struttura alle norme della presente legge.
La domanda di autorizzazione deve, in particolare, indicare: altitudine della localita', tipo di costruzione, vie d'accesso, capacita' ricettiva (posti letto, wc, lavabi), periodi di apertura, tariffe per il vitto ed il pernottamento.
Alla domanda dovra' essere allegato un progetto (prospetto esterno, planimetrie e sezione) e relazione tecnico-descrittiva del fabbricato.
Qualora trattasi di rifugi con custodia, l'Ente o il privato proprietario del rifugio, all'atto della richiesta di apertura, deve indicare il nominativo del custode o del gestore che deve sottoscrivere la domanda per accettazione.
Il Comune accertera' che trattasi di persone di sana e robusta costituzione fisica, di buona condotta morale e civile, nonche' - mediante attestazione del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino - che abbiano conoscenza della zona, delle vie di accesso al rifugio, ai rifugi limitrofi ed ai posti di soccorso piu' vicini, nonche' delle nozioni necessarie per un primo intervento di soccorso.
Si prescinde dall'accertamento di cui al comma precedente qualora il custode proposto sia titolare di licenza di guida alpina o portatore alpino.

Titolo IV. ALLOGGI AGROTURISTICI

Art. 10.
(Definizione e caratteristiche)

Sono alloggi agroturistici i locali siti in fabbricati rurali nei quali viene data ospitalita' ai turisti dagli imprenditori agricoli singoli o associati.
I locali devono far parte della struttura dell'azienda agricola ed essere siti, di norma, nell'ambito domestico dell'imprenditore o in contiguita' allo stesso, in modo da consentire un rapporto costante di ospitalita'.
L'ospitalita' puo' essere fornita in un massimo di 6 camere distribuite in non piu' di 2 appartamenti, per una capacita' ricettiva non superiore ai 12 posti letto.
Negli alloggi agroturistici possono essere somministrati, limitatamente alle persone alloggiate, cibi e bevande.
L'attivita' di ospitalita' deve essere svolta dagli imprenditori agricoli come attivita' secondaria e comunque integrativa dell'attivita' agricola.
Non possono essere adibite all'attivita' di ospitalita' persone non appartenenti al nucleo familiare dell'imprenditore o normalmente conviventi con esso.
Negli alloggi agroturistici devono essere assicurati i seguenti servizi minimi di ospitalita' compresi nel prezzo della camera:
a) pulizia dei locali ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta alla settimana;
b) cambio della biancheria ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta alla settimana;
c) fornitura di energia elettrica, acqua, riscaldamento.

Art. 11.
(Requisiti tecnici ed igienicosanitari)

I locali destinati all'esercizio di alloggi agroturistici devono possedere le caratteristiche strutturali ed igienico-edilizie previste per i locali di abitazione dal regolamento igienico-edilizio comunale.
Alle camere da letto destinate agli ospiti, si deve poter accedere comodamente e senza dover attraversare le camere da letto od i servizi destinati alla famiglia o ad altro ospite.
Gli appartamenti utilizzati devono essere dotati di un servizio igienico-sanitario - completo di wc con cacciata d'acqua, lavabo, vasca da bagno o doccia, specchio - ogni 8 persone o frazione di 8 superiore a 2, comprese le persone appartenenti al nucleo familiare e conviventi.
Per le camere da letto, l'arredamento minimo deve essere costituito da letto, sedia o sgabello per persona, oltre che da armadio e cestino rifiuti.
L'utilizzo di immobili rurali per l'esercizio di alloggio agroturistico non comporta la modifica di destinazione d'uso dei medesimi ai fini urbanistici.

Art. 12.
(Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attivita')

Chi intende dare ospitalita' ai turisti in alloggi agroturistici deve farne preventiva dichiarazione al Comune che, ove sussistano i requisiti previsti, prende atto della dichiarazione stessa, provvedendo all'iscrizione in apposito elenco.
La dichiarazione deve indicare:
- generalita' del dichiarante;
- caratteristiche e dimensioni dell'azienda agricola;
- numero e ubicazione dei vani destinati all'attivita';
- numero dei posti letto;
- servizi igienici a disposizione degli ospiti;
- servizi accessori offerti;
- periodi in cui viene data ospitalita';
- prezzi massimi che si intendono praticare per ogni servizio e prestazione.

Titolo V. ESERCIZI Dl AFFITTACAMERE

Art. 13.
(Definizione e caratteristiche)

Sono esercizi di affittacamere le strutture composte da non piu' di sei camere per clienti con una capacita' ricettiva non superiore a 12 posti letto ubicate in non piu' di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile, nelle quali sono forniti alloggio e, eventualmente, servizi complementari.
Gli affittacamere possono somministrare, limitatamente alle persone alloggiate, alimenti e bevande.
Gli affittacamere devono assicurare - avvalendosi della normale organizzazione familiare - i seguenti servizi minimi di ospitalita' compresi nel prezzo della camera:
a) pulizia dei locali ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta alla settimana;
b) cambio della biancheria ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta alla settimana;
c) fornitura di energia elettrica, acqua e riscaldamento.
L'attivita' di affittacamere puo' altresi' essere esercitata in modo complementare rispetto all'esercizio di ristorazione qualora sia svolta da uno stesso titolare in una struttura immobiliare unitaria.

Art. 14.
(Caratteristiche tecniche ed igienicosanitarie)

I locali destinati all'esercizio di affittacamere devono possedere le caratteristiche strutturali ed igienico-edilizie previste per i locali di abitazione dal regolamento igienico-edilizio comunale.
Alle camere da letto destinate agli ospiti, si deve poter accedere comodamente e senza dover attraversare le camere da letto od i servizi destinati alla famiglia o ad altro ospite.
Gli appartamenti utilizzati devono essere dotati di un servizio igienico-sanitario - completo di wc con cacciata d'acqua, lavabo, vasca da bagno o doccia, specchio - ogni 8 persone o frazione di 8 superiore a 2, comprese le persone appartenenti al nucleo familiare e conviventi.
Per le camere da letto, l'arredamento minimo deve essere costituito da letto, sedia o sgabello per persona oltre che da armadio e cestino rifiuti.

Art. 15.
(Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attivita')

Chi intende esercitare l'attivita' di affittacamere deve farne preventiva dichiarazione al Comune che, ove sussistano i requisiti previsti, prende atto della dichiarazione stessa, provvedendo all'iscrizione in apposito elenco.
Nel caso previsto dall'ultimo comma dell'articolo 13 la presa d'atto deve essere annotata in calce alla licenza d'esercizio di ristorante.
La dichiarazione deve indicare:
- generalita' del dichiarante;
- numero e ubicazione dei vani destinati all'attivita' ricettiva;
- numero dei posti letto;
- servizi igienici a disposizione degli ospiti;
- servizi accessori offerti;
- periodi in cui viene data ospitalita';
- prezzi massimi che si intendono praticare per ogni servizio o prestazione.

Titolo VI. CASE E APPARTAMENTI PER VACANZE

Art. 16.
(Definizione e caratteristiche)

Sono case ed appartamenti per vacanze le unita' abitative composte da uno o piu' locali arredati e dotate di servizi igienici e di cucina autonoma gestite unitariamente in forma imprenditoriale per l'affitto ai turisti, senza offerta di servizi centralizzati, nel corso di una o piu' stagioni, con contratti aventi validita' non superiore a tre mesi consecutivi.
Nella gestione delle case e appartamenti per vacanze devono essere assicurati i seguenti servizi essenziali per il soggiorno degli ospiti:
- pulizia delle unita' abitative ad ogni cambio di cliente e almeno una volta alla settimana;
- fornitura di biancheria pulita ad ogni cambio di cliente e cambio di biancheria a richiesta;
- fornitura di energia elettrica, acqua, gas, riscaldamento;
- assistenza di manutenzione delle unita' abitative e di riparazione e sostituzione di arredi, corredi e dotazioni avariate;
- recapito e ricevimento ospiti.
Nelle singole unita' abitative possono essere inoltre forniti i servizi di telefono, di radio-televisione e di filodiffusione.
La gestione di case e appartamenti per vacanze non puo' comunque comprendere la somministrazione di cibi e bevande e l'offerta di altri servizi centralizzati caratteristici delle aziende alberghiere.
L'uso della denominazione "residence" o "residenza turistica" e' consentito esclusivamente nel caso di gestione di unita' abitative poste in stabili a corpo unico o a piu' corpi.
Agli effetti della presente legge si considera gestione di case e appartamenti per vacanze la gestione non occasionale e organizzata di tre o piu' case o appartamenti ad uso turistico, ivi compreso il turismo connesso a motivi di lavoro, affari, studio e altri simili motivi.

Dopo il comma 1 dell’articolo 16 della l.r. 31/1985 è inserito il seguente: "1 bis. La gestione delle case ed appartamenti per vacanze può essere affidata anche alle cooperative  turistiche, ai consorzi e alle società consortili di imprenditori turistici."  (Disegno di legge regionale n. 77/2015)

Art. 17.
(Requisiti tecnici ed igienicosanitari)

Le case e appartamenti gestiti per la cessione in uso ai turisti, secondo le modalita' di cui all'articolo precedente, devono possedere gli ordinari requisiti igienico-edilizi previsti dalle norme statali in materia di edilizia residenziale e dai regolamenti comunali per i locali di abitazione.
L'utilizzo di case e appartamenti, secondo le modalita' previste dal presente titolo, non comporta modifica di destinazione d'uso dei medesimi ai fini urbanistici.

Art. 18.
(Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attivita')

Chi intende gestire case e appartamenti per vacanze, secondo le modalita' di cui all'articolo 15, deve richiedere preventiva autorizzazione al Comune in cui si svolge l'attivita', indicando:
- generalita' o denominazione del richiedente;
- generalita' del rappresentante locale nella gestione qualora il richiedente intenda avvalersene;
- periodi di esercizio dell'attivita';
- caratteristiche e modalita' di prestazione dei servizi;
- ubicazione e caratteristiche delle case e appartamenti che vengono gestiti.
Il titolare dell'autorizzazione a gestire case e appartamenti per vacanze e' inoltre tenuto a comunicare preventivamente al Comune ogni variazione del numero e delle caratteristiche delle case e degli appartamenti di cui dispone per la gestione.
I titolari o gestori della suddetta attivita' ricettiva sono tenuti a iscriversi alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio prevista dall'articolo 5 della legge 27 maggio 1983, n. 217.

Art. 18 bis. (Alloggi vacanze)
1. Sono alloggi vacanze le unita' abitative di tipo residenziale, come tali accatastate, composte da uno o piu' locali con superficie calpestabile compresa tra un minimo di trenta ed un massimo di sessanta metri quadrati, arredati e dotati di servizi igienici e cucina autonoma e gestiti per la locazione ai turisti.
2. Gli alloggi vacanze sono dotati dei requisiti tecnici ed igienico-sanitari di cui all'articolo 14, come modificato ed integrato dalla legge regionale 14 luglio 1988, n. 34.
3. Nella gestione degli alloggi vacanze sono assicurati i servizi essenziali per il soggiorno degli ospiti ed in particolare:
a) la pulizia quotidiana delle unita' abitative;
b) la fornitura e il cambio della biancheria, compresa quella del bagno, ad ogni cambio di cliente e comunque almeno due volte alla settimana;
c) la fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e riscaldamento;
d) il recapito e il ricevimento degli ospiti.
4. Nelle singole unita' abitative possono essere inoltre forniti i servizi di telefono e di radio-televisione.

Schema di Convenzione deliberato dalla Giunta Regionale Piemonte fra il proprietario dell’unità immobiliare da adibire ad alloggio vacanze ed il soggetto gestore.

L.R. 22/2002.

Titolo VII. NORME COMUNI

Art. 19.
(Accertamento dei requisiti)

Il Comune provvede al rilascio dell'autorizzazione o alla presa d'atto per le attivita' ricettive di cui alla presente legge dopo aver accertato che sussistono i requisiti strutturali, nonche' i requisiti soggettivi, del titolare e degli eventuali rappresentanti, previsti dagli articoli 11 e 12 del T.U.L.P.S. approvato con R.D.L. 18 giugno 1931, n. 773.
L'accertamento dei requisiti strutturali puo' essere effettuato sulla base delle indicazioni contenute nella domanda o dichiarazione, o chiedendo ulteriori documenti o effettuando sopralluoghi.

Art. 20.
(Rinnovi e dichiarazioni annuali)

L'autorizzazione, anche per i complessi ad attivita' stagionale, viene rinnovata annualmente, a presentazione di domanda, di norma mediante vidimazione sull'atto originale, previo pagamento delle tasse di concessione e delle tasse eventualmente dovute a qualsiasi titolo.
Analogamente si procede per le attivita' soggette a dichiarazione.

Art. 21.
(Diffida, sospensione, revoca e cessazione)

L'autorizzazione ad esercitare le attivita' ricettive di cui alla presente legge puo' essere revocata dal Comune in ogni tempo venendo meno alcuno dei requisiti per il rilascio, o quando l'attivita' sia ritenuta dannosa o contraria agli scopi per cui venne autorizzata oppure per motivi di Pubblica Sicurezza.
Nei casi di irregolarita' minori il Comune puo' procedere alla diffida o alla sospensione temporanea dell'autorizzazione.
Analogamente a quanto previsto dai commi precedenti il Comune procede a diffidare e a vietare temporaneamente o definitivamente le attivita' soggette a dichiarazione.
Il titolare di una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge che intende procedere alla sospensione temporanea o alla cessazione dell'attivita' deve darne preventivo o, qualora cio' non fosse possibile, contestuale avviso al Comune.
Il periodo di sospensione temporanea dell'attivita' non puo' essere superiore a 6 mesi, prorogabili dal Comune per fondati motivi, di altri 6 mesi; decorso tale termine l'attivita' si intende definitivamente cessata.

Art. 22.
(Comunicazione dei provvedimenti)

Il Comune da' immediata comunicazione alla Regione, o all'Ente da essa delegato, del rilascio delle autorizzazioni e delle prese d'atto per le attivita' ricettive di cui alla presente legge, nonche' delle diffide, sospensioni, revoche e cessazioni .
Il Comune e' tenuto altresi' a trasmettere alla Regione riepiloghi annuali delle strutture ricettive in attivita'.

Art. 23.
(Denuncia e pubblicita' dei prezzi)

I prezzi delle strutture ricettive gestite dalle Imprese turistiche devono essere denunciati al competente Comitato Provinciale Prezzi tramite il Comune entro il 31 luglio dell'anno precedente a quello cui si riferiscono: a tali prezzi si applica il regime previsto dalla vigente legislazione per i prezzi degli alberghi.
I prezzi dei servizi delle altre strutture ricettive disciplinate dalla presente legge devono essere denunciati al Comune entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello cui si riferiscono, o prima dell'apertura della struttura nel caso di apertura stagionale: il Comune per motivate ragioni puo' richiedere la riduzione dei prezzi denunciati, subordinando all'accettazione della riduzione l'autorizzazione a continuare l'attivita'. La mancata denuncia dei prezzi entro le date previste comporta l'obbligo dell'applicazione degli ultimi prezzi regolarmente denunciati.
Le tabelle e i cartellini con l'indicazione dei prezzi praticati devono essere esposti in modo ben visibile nel locale di ricevimento degli ospiti, e in ciascuna camera o unita' abitativa.

Art. 24.
(Funzioni di vigilanza e di controllo)

Ferme restando le competenze dell'Autorita' di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull'osservanza delle disposizioni della presente legge sono esercitate dal Comune.
La Regione verifica che sia data attuazione alle disposizioni di cui alla presente legge, anche disponendo controlli ispettivi a mezzo di proprio personale.

Art. 25.
(Classificazione e comparazione a fini tributari)

Gli alloggi utilizzati per l'esercizio di affittacamere o per la gestione di case e appartamenti per vacanze, nonche' gli altri alloggi dati in locazione ad uso turistico sono classificati dal Comune ai fini della comparazione alle categorie previste dal R.D.L. 24 novembre 1938, n. 1926, in quattro categorie sulla base della tabella di classificazione allegata alla presente legge (Allegato A).
Le case per ferie, gli ostelli per la gioventu' e gli alloggi agroturistici sono classificati fra gli alloggi di IV categoria.

Art. 26.
(Osservanza di norme statali e regionali)

E' fatta salva l'osservanza delle altre norme statali e regionali che regolano l'esercizio dell'attivita' ricettiva, in quanto applicabili alle attivita' disciplinate dalla presente legge, ed in particolare delle norme riguardanti la Pubblica Sicurezza, la prevenzione incendi ed infortuni, la tutela igienico-sanitaria e l'uso e tutela del suolo.

Art. 27.
(Disposizioni transitorie e finali)

Entro un biennio dalla data di entrata in vigore della presente legge le case per ferie, gli ostelli per la gioventu', i rifugi alpini e gli esercizi di affittacamere gia' operanti devono essere adeguati, per poter continuare l'attivita', ai requisiti della presente legge: in tale periodo possono essere rinnovate le autorizzazioni di esercizio sempre che sussistano i requisiti previsti dalla legislazione che disciplinava precedentemente le singole attivita'.
Fatto salvo quanto disposto dal precedente comma, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, non si applicano piu' nella Regione Piemonte le disposizioni della legge 16 giugno 1939, n. 1111 "Disciplina degli affittacamere", del D.P.R. 4 agosto 1957, n. 918 "Approvazione del testo organico delle norme sulla disciplina dei rifugi alpini", e della legge 21 marzo 1958, n. 326 "Disciplina dei complessi complementari a carattere turistico-sociale".

Art. 28.
(Sanzioni)

Chiunque fa funzionare una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge sprovvisto della autorizzazione, ove richiesta, o comunque trasgredisce alle disposizioni di cui all'articolo 27 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 1.000.000 a lire 3.000.000.
Chiunque fa funzionare una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge senza averne fatta preventiva dichiarazione, ove richiesta, o comunque trasgredisce alle disposizioni di cui all'articolo 27 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 500.000 a lire 1.500.000.
La violazione di quanto previsto dall'articolo 5 della presente legge comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 300.000 a lire 900.000.
L'omessa esposizione di tabelle e cartellini prezzi comporta la sanzione amministrativa del pagamento da lire 50.000 a lire 150.000.
L'applicazione di prezzi superiori a quelli denunciati comporta, fatto salvo quanto disposto dalla normativa statale in materia di prezzi, la sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 150.000 a lire 450.000.
Il superamento della capacita' ricettiva consentita, fatto salvo il caso di stato di necessita' per i rifugi alpini, comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 200.000 a lire 600.000.
In caso di recidiva le sanzioni previste ai commi precedenti sono raddoppiate e nei casi piu' gravi puo' procedersi alla sospensione dell'attivita' o alla revoca dell'autorizzazione.
Resta ferma l'applicazione delle disposizioni del Codice Penale, ove le violazioni costituiscano reato.

Art. 29.
(Accertamento delle violazioni e irrogazione delle sanzioni)

L'accertamento delle violazioni e la irrogazione delle sanzioni di cui alla presente legge sono effettuati secondo le procedure di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689.
I rapporti di accertata violazione alle norme della presente legge sono presentati alla Regione cui sono devoluti i proventi delle sanzioni previste dall'articolo 28.

Allegato A.

Allegato A: TABELLA PER LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ALLOGGI UTILIZZATI PER L'ESERCIZIO DI AFFITTACAMERE E CASE E APPARTAMENTI PER VACANZE AL FINI DELLA COMPARAZIONE ALLE CATEGORIE PREVISTE DAL R.D.L. 24 NOVEMBRE 1938 N. 1926 (i parametri cui si fa riferimento sono quelli fissati dalla legge 27 luglio 1978, n. 392, sull'equo-canone).
OMISSIS.


DISCIPLINA degli ALLOGGI VACANZE (L.R. 22/2002)

Potenziamento della capacita' turistica extralberghiera. Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 15 aprile 1985, n. 31, 14 luglio 1988, n. 34 e 8 luglio 1999, n. 18.

(B.U.03 Ottobre 2002, n. 40)
clicca qui


Regolamento regionale 5 giugno 2003, n. 8/R. "Disposizioni attuative della legge regionale 30 settembre 2002, n. 22 (Potenziamento della capacita' turistica extralberghiera. Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 15 aprile 1985, n. 31, 14 luglio 1988, n. 34 e 8 luglio 1999, n. 18)". (B.U. 12 giugno 2003, n. 24) Modificato da: l.r. 38/2009 (B.U. 7 gennaio 2010, n. 1).

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

Visto l'articolo 121 della Costituzione (come modificato dalla legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1);

Vista la legge regionale 15 aprile 1985, n. 31, come modificata dalla legge regionale 30 settembre 2002, n. 22;

Viste le leggi regionali 34/1988 e 18/1999;

Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 74-9570 del 5 giugno 2003;

emana il seguente regolamento:

Disposizioni attuative della legge regionale 30 settembre 2002, n. 22 (Potenziamento della capacita' turistica extralberghiera. Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 15 aprile 1985, n. 31, 14 luglio 1988, n. 34 e 8 luglio 1999, n. 18).

Art. 1. (Oggetto)

1. Il presente regolamento disciplina le modalita' di applicazione delle disposizioni contenute nella legge regionale del 30 settembre 2002, n. 22 (Potenziamento della capacita' turistica extralberghiera. Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 15 aprile 1985, n. 31, 14 luglio 1988, n. 34 e 8 luglio 1999, n. 18).

2. In particolare:

a) precisa, ai fini dell'articolo 18 ter, comma 1 lettere a) e b) della l.r. 31/1985, come inserito dall'articolo 3 della l.r. 22/2002, le diverse forme giuridiche che devono avere le imprese operanti nel settore del turismo, alle quali e' affidata la gestione degli alloggi vacanze;

b) definisce il periodo minimo in base al quale il proprietario deve obbligatoriamente dare in gestione il proprio alloggio nonche' i periodi di utilizzo gratuito da parte del proprietario stesso;

c) fissa il termine entro il quale il proprietario deve comunicare al soggetto gestore il periodo di effettivo utilizzo del proprio alloggio;

d) indica, ai sensi delle ll.rr. 31/1885 e 34/1988, gli obblighi amministrativi e il rispetto delle norme tecniche ed igienico-sanitarie;

e) specifica i compiti delle ATL in ordine alla gestione degli alloggi vacanze, in relazione alle funzioni assegnate dalla legge regionale 22 ottobre 1996, n. 75 (Organizzazione dell'attivita' di promozione, accoglienza e informazione turistica in Piemonte);

f) definisce i criteri e i requisiti in base ai quali gli alloggi vacanze possono acquisire il marchio di qualita' approvata;

g) detta le disposizioni, in conformita' a quanto previsto dalla l.r. 31/1985, come integrata dalla l.r. 22/02, concernenti gli obblighi contrattuali relativi all'affidamento da parte dei proprietari delle unita' immobiliari della gestione degli alloggi vacanza ai soggetti gestori;

h) individua i soggetti beneficiari della l.r. 18/1999;

i) specifica gli ambiti amministrativi di intervento delle ATL e della Regione relativi all'attivita' di controllo per quel che concerne i finanziamenti.

Art. 2. (Gestione alloggi vacanze)

1. Ai fini dell'articolo 18 ter, comma 1 lettera a), della l.r. 31/1985:

a) per cooperative si intendono le imprese che hanno scopo mutualistico e finalita' anche turistiche, costituite e regolate ai sensi dell'articolo 2511 e seguenti del codice civile;

b) per consorzi si intendono i contratti fra piu' imprenditori che istituiscono un'organizzazione comune che ha finalita' anche turistiche, costituite e regolate ai sensi dell'articolo 2602 e seguenti del codice civile;

c) per societa' consortili si intendono le societa' con finalita' anche turistiche, costituite e regolate ai sensi dell'articolo 2615 ter del codice civile.

2. Ai fini dell'articolo 18 ter, comma 1, lettera b), della l.r. 31/1985, per piccole e medie imprese operanti nel settore del turismo, si intendono le imprese come definite dal regolamento CE n. 70/2001 della Commissione del 12 gennaio 2001 - Allegato I.

Art. 3. (Soggetti beneficiari)

1. Ai fini dell'articolo 18 sexies, della l.r. 31/1985, come inserito dall'articolo 6 della l.r. 22/2002, per soggetti beneficiari s'intendono i privati, le piccole e medie imprese, come descritte nell'articolo 2, operanti nel settore del turismo, proprietari di unita' immobiliari di tipo residenziale o che si possono adattare a residenziale gia' esistenti o di nuova edificazione da destinarsi ad alloggi vacanze.

Art. 4. (Gestione alloggi vacanze da parte del proprietario)

*

Art. 5. (Periodo di gestione)

1. Ai fini di quanto previsto dall'articolo 18 ter, comma 2 della l.r. 31/1985, gli alloggi vacanze sono dati in gestione ai soggetti di cui all'articolo 2, per un periodo non inferiore a 275 giorni all'anno e per almeno 2 anni, affinche' venga garantita continuita' del rapporto.

Art. 6. (Utilizzo da parte dei proprietari)

1. Ai fini di quanto previsto dall'articolo 18 ter, comma 3, della l.r. 31/1985, i 90 giorni previsti possono essere frazionati in periodi di 15 giorni ciascuno, per un massimo di sei periodi all'anno.

2. L'utilizzo dell'alloggio, da parte del proprietario, oltre i 90 giorni e' soggetto al pagamento della tariffa stabilita al pari di qualsiasi altro turista.

3. Il proprietario ha l'obbligo di comunicare al soggetto gestore il periodo di effettivo utilizzo del proprio alloggio entro il 30 settembre dell'anno precedente. La mancata comunicazione dei periodi comporta l'implicita conferma della validita' della precedente comunicazione.

Art. 7. (Autorizzazione)

1. L'autorizzazione prevista dall'articolo 18 quater, comma 3, della l.r. 31/1985, come inserito dall'articolo 4 della l.r. 22/2002, e' rilasciata dal Comune in cui si svolge l'attivita', in seguito ad apposito sopralluogo da effettuarsi da parte di un tecnico comunale congiuntamente ad un funzionario dell'ASL competente per territorio. L'autorizzazione e' soggetta a rinnovo annuale, secondo quanto stabilito dall'articolo 20, della l.r. 31/1985.

2. I soggetti preposti all'attivita' di sopralluogo di cui al comma 1, verificano il rispetto delle norme previste dalla l.r. 34/1988, concernente gli aspetti tecnici ed igienico-sanitari degli alloggi vacanze.

3. Il Comune, inoltre, ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 5 marzo 1987, n. 12 (Riforma dell'organizzazione turistica - Ordinamento e deleghe delle funzioni amministrative in materia di turismo e industria alberghiera) vigila sulle attivita' turistico-ricettive e puo' diffidare nonche' revocare l'autorizzazione in ogni tempo, venendo meno alcuno dei requisiti per il rilascio, o quando l'attivita' sia ritenuta dannosa o contraria agli scopi per cui venne autorizzata oppure per motivi di pubblica sicurezza, secondo quanto previsto dall'articolo 21 della l.r. 31/1985.

4. Nei casi di irregolarita' minori il Comune puo' procedere alla sospensione temporanea dell'autorizzazione.

Art. 8. (Controllo sulla gestione e compiti specifici delle ATL)

1. Le ATL, di cui al Capo III della legge regionale 22 ottobre 1996, n. 75 (Organizzazione dell'attivita' di promozione, accoglienza e informazione turistica in Piemonte) in quanto strumento di organizzazione a livello locale dell'attivita' di accoglienza, informazione e assistenza turistica svolta dai soggetti pubblici e privati, nell'ambito delle funzioni previste dall'articolo 18 quater, commi 4 e 5, della l.r. 31/1985, svolgono i seguenti compiti:

a) assicurano la regolarita' della convenzione stipulata tra il proprietario dell'alloggio vacanze e il soggetto gestore e verificano il rispetto del modello regionale;

b) verificano l'attuazione della convenzione, vale a dire l'effettiva disponibilita' sul mercato dell'alloggio;

c) raccolgono i dati statistici relativi agli alloggi vacanze, compresa la rilevazione mensile dei clienti, li archiviano, secondo i sistemi informatici innovativi, e li trasmettono periodicamente alla Provincia ed alla Regione;

d) promuovono gli alloggi vacanze con strumenti di comunicazione e informazione anche informatici;

e) tengono un apposito registro con l'elenco ufficiale degli alloggi vacanze e i dati anagrafici dei soggetti gestori e dei proprietari degli alloggi.

2. Nel caso di accertata violazione delle norme relative alla gestione di tali strutture, le ATL ne danno immediata comunicazione al Comune per i provvedimenti di competenza.

Art. 9. (Controllo di qualita' degli alloggi vacanze)

1. In attuazione dell'articolo 18 quater, comma 4, della l.r. 31/1985, a titolo di prima sperimentazione, l'organo esecutivo di ogni ATL nomina un'apposita Commissione tecnica che ha l'obbligo di controllare la qualita' dell'alloggio vacanze, tramite sopralluogo e valutazione degli aspetti qualitativi dello stesso, analizzandone i seguenti requisiti esterni ed interni che, se rispettati, danno diritto al marchio qualita':

a) caratteristiche dell'ambiente circostante la struttura, sotto il profilo ambientale-naturalistico, socio-culturale, urbanistico;

b) fruibilita' ai mezzi pubblici e/o privati;

c) accessibilita' negozi di prima necessita';

d) assenza barriere architettoniche;

e) arredamento dell'alloggio;

f) immobile di particolare pregio storico/artistico/architettonico.

2. Se l'alloggio possiede almeno 3 dei requisiti di qualita' sopra descritti, ha diritto al marchio "Q"-qualita' approvata.

3. La Commissione tecnica e' cosi' composta:

a) un rappresentante dell'ATL competente per territorio;

b) un rappresentante della Comunita' montana nel cui territorio e' ubicato l'alloggio vacanze, se il territorio e' montano; diversamente dalla Provincia competente per territorio;

c) un rappresentante del Comune dov'e' ubicato l'alloggio vacanze;

d) un rappresentante della Regione Piemonte.

4. Per i componenti della Commissione tecnica non sono previsti ne' rimborsi spese ne' altri emolumenti.

Art. 10. (Risoluzioni contrattuali)

1. Ciascuna delle due parti contraenti, proprietario dell'unita' immobiliare e soggetto gestore, puo' recedere dalla convenzione in qualunque momento dandone preavviso alla controparte almeno 6 mesi prima, con raccomandata con ricevuta di ritorno. Tale preavviso e' da intendersi inefficace nel caso di recessione consensuale.

2. In caso di recesso del proprietario dalla convenzione, lo stesso deve darne immediata comunicazione al Comune e, nel caso sia stato beneficiario di contributi regionali, ai sensi della l.r. 18/1999, deve procedere entro 30 giorni alla stipula di una nuova convenzione con un altro soggetto gestore. Il mancato rispetto di tale termine comporta la revoca del contributo regionale assegnato.

3. In caso di recesso del soggetto gestore, lo stesso deve darne preventiva o, qualora cio' non fosse possibile, contestuale comunicazione al proprietario dell'alloggio e al Comune.

4. Il proprietario, nel caso in cui e' stato beneficiario di contributi regionali, ai sensi della l.r. 18/1999, e' obbligato a stipulare una nuova convenzione con un altro soggetto gestore entro 60 giorni. Il mancato rispetto di tale termine comporta la revoca del contributo regionale assegnato.

5. Per quanto non espressamente previsto dal presente regolamento in ordine ai rapporti tra le parti, si applicano le disposizioni del Titolo II e le disposizioni del Capo VI del Titolo III, del Libro IV del codice civile e leggi collegate.

Art. 11. (Attivita' di controllo)

1. La Regione nello svolgimento dell'attivita' di controllo prevista dall'articolo 18 quater, comma 4, della l.r. 31/1985, si avvale delle ATL per la verifica sulla stipula della convenzione di cui agli articoli 18 quater, comma 1 e 18 sexies della l.r. 31/1985, come inseriti rispettivamente dagli articoli 4 e 6 della l.r.22/2002, e sull'effettiva disponibilita' sul mercato dell'alloggio, come descritto dall'articolo 8, comma 1, lettera b).

2. I soggetti gestori a tal fine hanno l'obbligo di comunicare alla Regione Piemonte, Direzione regionale turismo, sport e parchi, Settore offerta turistica, semestralmente le presenze turistiche in tali strutture ricettive extralberghiere, utilizzando un apposito modello predisposto dagli uffici regionali.

3. Le ATL qualora nell'ambito dell'esercizio della loro attivita' di controllo, rilevino una mancata stipula della convenzione oppure una violazione delle norme in essa previste da parte dei proprietari degli alloggi vacanze, comunicano per iscritto le inadempienze alla Regione, la quale previa diffida, e fatto salvo quanto previsto all'articolo 28, comma 8, della l.r. 31/1985, provvede a revocare le agevolazioni assegnate e ad irrogare una sanzione amministrativa pari al 30 per cento del contributo concesso.

4. Ai soggetti gestori degli alloggi vacanze si applicano le norme di cui al Titolo VII, della l.r. 31/1985.

Il presente regolamento sara' pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

Data a Torino, addi' 5 giugno 2003

Enzo Ghigo

 

 

 
 
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